Per un profilo biografico di Rocco Scotellaro

Ricorre quest’anno il centenario della nascita ed il settantesimo della morte di Rocco Scotellaro, nato a Tricarico (MT) il 19 aprile del 1923 e morto, trentenne, a Portici (NA), il 15 dicembre del 1953.

Di famiglia artigiana – il padre, Vincenzo, era calzolaio, la madre, Francesca Armento, sarta e nota “scrivana” nel vicinato – Rocco Scotellaro, dopo la frequenza delle scuole elementari a Tricarico, proseguì gli studi nel Convitto dei Cappuccini a Sicignano degli Alburni ed a Cava de’ Tirreni e, successivamente, nei Regi Licei-ginnasi di Potenza e Matera, per poi conseguire la maturità classica, nel 1941, nel Liceo “Giovanni Prati” di Trento, cui fece seguito l’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Roma, lavorando come istitutore in un collegio di Tivoli.

Alla morte del padre rientrò a Tricarico, per poi proseguire gli studi a Napoli e a Bari, senza, però, conseguire la laurea. La sua sempre sensibile attenzione per le locali difficili condizioni di vita socio-economica per larga parte della popolazione e la conseguente tenace volontà di poter concorrere attivamente al loro miglioramento lo portarono presto all’impegno politico nel PSI, tra l’altro con attivazione, a Tricarico, della sezione “G. Matteotti” nel dicembre del 1943. Anni, questi, nel corso dei quali strinse amicizia con il medico tricaricese Rocco Mazzarone, che sarebbe stato tra i fondamentali punti di riferimento durante la sua breve vita.

A 23 anni, nelle elezioni amministrative del 1946, fu eletto Sindaco, dando prova di intensa e concreta operatività, oltre che di rilevanti capacità di relazioni, a vari livelli. Aveva partecipato, nell’aprile del 1946, a Firenze, al Congresso nazionale del PSIUP, intessendo, nei mesi successivi, rapporti con Carlo Levi e Manlio Rossi-Doria, conosciuti in occasione del voto per il referendum istituzionale.

Nel gennaio del 1947 fu nominato dal PSI ispettore regionale per il lavoro giovanile in Basilicata. Rieletto Sindaco nel novembre del 1948, dopo la crisi seguita alle elezioni del 18 aprile, proseguì il suo mandato con sempre più intensa e compartecipe attenzione alle condizioni dei meno abbienti e dei contadini in particolare, attivamente sostenendo i movimenti in atto per l’occupazione delle terre e, tra l’altro, partecipando, a Matera, all’Assise per la Terra, del 3 e 4 dicembre del 1949.

Nel contempo, fu sempre più attivamente protagonista di elaborazioni ed indirizzi culturali innovativi d’ambito nazionale, collaborando con varie riviste letterarie, nonché stringendo amicizie con intellettuali di rilievo, come ad esempio Michele Prisco, che conobbe a Macerata, nel corso del convegno del novembre 1949 su “La cultura nelle province”.

Segnato profondamente dall’arresto, l’8 febbraio del 1950, per un presunto reato di concussione, con conseguente carcere fino al 25 marzo, nel maggio si dimise da Sindaco, pur essendo stato prosciolto da ogni addebito.

Lasciò allora Tricarico, trasferendosi, dopo una breve esperienza nelle Edizioni Einaudi, a Portici, lì chiamato da Manlio Rossi-Doria all’Osservatorio di Economia Agraria, per collaborare ai lavori del Piano regionale di sviluppo della Basilicata, commissionato dalla SVIMEZ. Di significativa rilevanza, tra l’altro, la conduzione di un’indagine su scuola e analfabetismo in Basilicata.

A Portici strinse e consolidò amicizie determinanti per l’arricchimento del suo profilo intellettuale. D’altro canto, i suoi interessi per le sorti del mondo contadino e la sua amicizia con Vittore Fiore indussero l’editore Vito Laterza ad affidargli uno studio sui “Contadini del Sud”, rimasto incompiuto e pubblicato postumo.

Rocco Scotellaro rimase sempre attivamente legato ai “suoi contadini”, che furono al centro di numerosi componimenti poetici e letterari, espressione viva e articolata di un indirizzo culturale teso a guardare e condividere prospettive nuove, verso più alti e larghi orizzonti.

Nel dicembre del 1952 compì un viaggio con Carlo Levi in Calabria, al fine di studiare sul campo gli effetti della riforma agraria. Nell’aprile del 1950 aveva partecipato al Convegno su “La Resistenza e la cultura italiana”, tenuto a Venezia, dove aveva conosciuto “Marion” Rosselli, con la quale si instaurò un intenso legame affettivo.

Nel 1953, su sollecitazione di Tristano Codignola, accettò di collaborare con il giornale «Nuova Repubblica», avvertendo il bisogno di nuove aperture per un impegno di svecchiamento degli assetti partitici italiani, già peraltro prefiguratosi, anni prima, con il suo interessamento per il “Movimento di Comunità” di Adriano Olivetti.

In tale linea, va collocata la sua partecipazione al convegno pisano, organizzato dai gruppi toscani di “Giustizia e Libertà” (Carlo Cassola, Aldo Capitini e altri), impegnati nel promuovere nuove prospettive di confronto democratico.

Nel novembre 1953 partecipò, a Palermo, al Congresso nazionale sulla narrativa siciliana, durante il quale incontrò, tra gli altri, Mario Colombi Guidotti.

Fu stroncato, da morte improvvisa, a Portici, il 15 dicembre del 1953.

Componenti

– Antonio Domenico Salvatore Lerra, professore ordinario di Storia moderna, Università degli studi della Basilicata, Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania;

– Maria Carmela Biscaglia, componente il Consiglio Direttivo della Deputazione di Storia Patria per la Lucania, già Direttrice del Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”;

– Maria Teresa Imbriani, professoressa associata di Letteratura italiana nel Dipartimento di Scienze umane dell’Università degli studi della Basilicata;

– Salvatore Lardino, Vicepresidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania;

– Ferdinando Felice Mirizzi, professore ordinario di Discipline demoetnoantropologiche nel Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali dell’Università degli studi della Basilicata;

– Domenico Sacco, professore associato di Storia contemporanea e di Storia dell’Europa contemporanea, Dipartimento di studi umanistici dell’Università del Salento;

– Donato Verrastro, professore associato di Storia contemporanea, Dipartimento di Scienze umane dell’Università degli studi della Basilicata.

Enti ed Istituzioni Aderenti

– Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli studi della Basilicata;

– Soprintendenza Archivista e Bibliografica della Basilicata;

– Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (Animi);

– Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati”;

– Mondoperaio – Rivista mensile;

– Provincia di Potenza;

– Prefettura di Potenza;

– Prefettura di Matera;

– Provincia di Matera;

– Comune di Tricarico;

– Comune di Potenza;

– ANCI – Basilicata;

– SVIMAR-Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne;

– Comune di Battipaglia;

– Fondazione Luigi Gaeta – Centro Studi Carlo Levi (Eboli);

– Centro Carlo Levi – Matera;

– Fondazione Giorgio Amendola – Associazione Lucana in Piemonte “Carlo Levi” – Torino;

– Teatro Minimo di Basilicata;

– Circolo culturale lucano di Parma;

– Circolo Culturale “La Scaletta” – Matera

Studiosi aderenti

– prof. Pier Giorgio Ardeni (ordinario di Economia politica e dello sviluppo, Università degli Studi di Bologna);

– prof. Marco Trotta (associato di Storia moderna, Università degli Studi di Chieti-Pescara);

– prof. Marco Rossi-Doria (presidente Fondazione “Con il Sud e Con i Bambini”);

– prof. Marco Gatto (associato di Critica letteraria e letterature comparate, Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi della Calabria);

– prof.ssa Aide Cuozzo (associata di Storia dell’Arte Contemporanea, Università degli Studi della Basilicata);

– prof.ssa Michelina D’Alessio (associata di Storia della Pedagogia, Università degli Studi della Basilicata);

– prof. Raffaele Antonio Cosimo Pittella (associato di Archivistica, Università degli studi Roma Tre);

– Rocco Vincenzo Scotellaro, nipote di Rocco Scotellaro;

 Dott.ssa Carmela Scotellaro, nipote di Rocco Scotellaro.